Pantofole per ragazze & #13; & #13; (Rebecca Bonbon)
Richiamo per rischio chimico — alert 0474/12
Rischio grave Rischio chimico Abbigliamento bambini
Dati e fotografie © Unione Europea — riuso autorizzato ai sensi della Decisione 2011/833/UE (licenza CC BY 4.0); eventuali contenuti di terzi possono richiedere autorizzazioni aggiuntive. Database aggiornato al 24 luglio 2026.
Nell'ambito dell'abbigliamento e dei prodotti tessili per bambini, sono state richiamate alcune pantofole per ragazze a marchio Rebecca Bonbon. Il modello coinvolto è l'RB550096 di colore bianco e nero, taglia 32, venduto in una scatola di cartone nera e rosa. Queste calzature si usano tipicamente all'interno della casa. È stato rilevato un rischio chimico. Nello specifico, la bustina inclusa nella confezione contiene 0,2 mg/kg di dimetilfumarato (DMF). Questa sostanza è vietata ai sensi della decisione 2009/251/CE della Commissione perché sensibilizza fortemente al contatto con la pelle. Il prodotto proviene dal Belgio. I dettagli tecnici sono riportati nella tabella seguente.

Dati ufficiali dell'alert
- Numero alert
- 0474/12
- Categoria
- Abbigliamento, prodotti tessili e articoli di moda
- Prodotto
- Pantofole per ragazze & #13; & #13;
- Marca
- Rebecca Bonbon
- Modello / tipo
- Model:RB550096 Size:32 Colour: Black/White
- Numero di lotto
- 3000000564127
- Descrizione
- Pantofole per ragazze in bianco e nero confezionate in una scatola di cartone nero e rosa. & #13; & #13;
- Tipo di rischio
- Rischio chimico
- Livello
- Rischio grave
- Paese di origine
- Belgio
- Paese notificante
- Cipro
- Tipo di segnalazione
- Consumatore
I nomi ufficiali dei campi della fonte sono visibili passando il mouse sulle etichette.
Pericolo segnalato
null Il prodotto presenta un rischio chimico dovuto alla presenza di 0,2 mg/kg di dimetilfumarato (DMF) nella bustina inclusa all'interno della confezione. Il dimetilfumarato è una sostanza che sensibilizza fortemente al contatto con la pelle e i prodotti di consumo contenenti dimetilfumarato sono vietati ai sensi della decisione 2009/251/CE della Commissione.